ABOUT ME

Roberta Spegne, lavora da 20 anni in ambiente teatrale, cinematografico e in quello della creazione in genere, specializzandosi specialmente nell’arte del costume, nella sua ideazione e realizzazione.
Conclusi gli studi all’Accademia di belle Arti di Urbino con i maestri Gabbris Ferrari, Nino Mangano e Francesco Calcagnini, dopo un percorso formativo, ha maturato e si è indirizzata verso un tipo di lavoro, che avesse come base fondamentale la metamorfosi e la compenetrazione delle varie arti tra loro.
Fondamentale il suo incontro con il mimo e danzatore inglese Lindsay Kemp fonte di grandissima ispirazione e insegnamento e con il quale realizzerà la tesi di laurea.
La sua prima esperienza al Rossini Opera Festival le permetterà di collaborare a stretto contatto con artisti di grande calibro, quali Dario Fo, Luca Ronconi e Pier Luigi Pizzi.
Da questo mescolarsi di generi, sono nate collaborazioni con importanti artisti della scena teatrale nazionale ed internazionale, che l’hanno portata a collaborare negli anni con Federico Tiezzi fondatore assieme a Sandro Lombardi e Marion D'Amburgo dei contestati quanto avanguardisti Magazzini Criminali, dei quali divenne collaboratrice assidua per diverso tempo, in qualità di costumista e talvolta di scenografa, affiancandoli alle produzioni della compagnia I Magazzini.
Nello stesso tempo, porta avanti con successo anche creazioni per artisti singoli che le chiedono di ideare e talvolta realizzare costumi teatrali marcatamente inconfondibili, in cui sperimenta materiali e tecniche fino a portarla alla fruttuosa collaborazione degli ultimi anni con il maggiore esponente del trasformismo mondiale: Arturo Brachetti, con il quale intraprenderà un percorso lavorativo, tutt’ora in corso, volto a disegnare e realizzare personalmente per l’Artista alcuni dei costumi più interessanti utilizzati nei suoi spettacoli più noti in giro per il mondo.
Questo percorso così particolare nell’ideazione di costumi per il trasformista, le aprirà nuove strade che la vedranno coinvolta negli anni con altri artisti del settore del varietà e della magia, per i quali disegnerà e realizzerà costumi particolari che hanno la componente fondamentale della metamorfosi, genere al quale si appassionerà particolarmente.

Si dedica costantemente non solo all’ideazione dei costumi teatrali, ma porta questa sua visionarietà anche nell’opera pittorica, di cui si occupa parallelamente al suo lavoro di costumista e scenografa.

Da questa incursione nel mondo pittorico nascono così le raffigurazioni dei suoi progetti sartoriali che prendono vita sopra vari supporti che utilizza, in cui all’effetto di stupore si aggiunge quello della narrazione quasi sotto forma drammaturgica, dove i suoi personaggi partecipano in maniera costante, trasformati, clonati, e rimaneggiati secondo il suo personale gusto artistico e ripresi talvolta dagli stessi bozzetti che crea per il Teatro.

La visione artistica di Roberta Spegne, è influenzata da vari stili e tecniche, derivanti dalla ormai ventennale esperienza nel teatro, l'eclettismo che la distingue, la porta a raffigurare un mondo che vive a metà strada tra il reale e l'invisibile, con pungente e sottile ironia, sarcasmo talvolta grottesco.

L'aspetto materico delle sue opere rimanda ad una volontà ben precisa di allontanamento da una superfice bidimensionale per tentare di instaurare un rapporto non solo visivo o tattile ma di coinvolgimento con l'osservatore.
Gli ambienti, i personaggi i colori e le materie sono attraversate da linee marcate per accentuare un suo carattere ben delineato, frutto ancora una volta di esperienze legate al lavoro teatrale, dove fondamentale è la costruzione degli spazi, dei personaggi e delle storie.
Nelle sue opere un'altra componente predominante è l'aspetto "grottesco", che assume però una valenza di estrema eleganza, conferendo alle sue "visioni" un'eloquente aspetto narrativo.

Il suo personale segno grafico si avvicina molto all'illustrazione, superandolo e sconfinando nel racconto pittorico, tecniche che il più delle volte si possono notare anche nell’ideazione dei suoi bozzetti per i costumi e che il più delle volte superano il mero concetto di semplice bozzetto, per assumere valenza artistica di per sé.

Luigi Scoglio
(scenografo teatrale)